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Setembre
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                        off-line   Settembre 

Vddu farfalle anose apru
cue ie de sa,
u setembrin vilttu
e gigli rza inta pasta
d prta de baracche,
bansighi ligh ai erbui dvive
che stan l da sentanni
e in mzu ai fgge
u s turchin.
Grgue au s in sc migtte de pra,
tagiavrddi suspizi
inte laixa ancun coda da st.
Sentu a vuxe di mmi
prlan de vin, de bar, de vigna
e aman e puastte pe f a festa lga.
Sentu ld du lgnu de butte
lav pe risive i musti presiuzi.
E cuffe en prunte,
m nnno agetu,
me ciman,
piggiu a puastta,
mi asc vaggu tagi.
Setembre u la bellu

Margherita Crasto










Vedo farfalle rincorrersi
con le ali di seta,
lastro viola e i gigli rosa
nellaiuola davanti
alla porta delle baracche,


altalene legate agli ulivi
che stanno l da centanni
e tra le foglie
il cielo turchino.

Lucertole al sole sui muretti di pietre,
libellule sospese
sulla brezza ancora calda dellestate.
Sento la voce degli uomini,
parlano di vino, di barili, di vigna
e affilano le falcette per fare la festa alluva.

Sento lodore del legno delle botti
lavate per ricevere i mosti preziosi.
Le ceste sono pronte.
Mio nonno agitato.
Mi chiamano.
Prendo la falcetta.
Anchio vado a vendemmiare.
Settembre era bello.

Margherita Crasto













  
                                                                                  

Lettura di Eleonora Feola anni 11